Partita IVA per liberi professionisti e freelance
Oggi sono sempre di più le persone che desiderano avviare un’attività tutta loro e, il primo passo da fare per diventare liberi professionisti, è aprire una partita IVA.
Se anche tu vuoi metterti in proprio, ma non hai grande dimestichezza col fisco e la contabilità, puoi affidarti ai commercialisti di Quantika Consulenze, professionisti che hanno maturato una lunga esperienza in campo di materia tributaria.
I 4 passaggi per aprire la Partita IVA
Scelta del codice ATECO
Individuiamo il codice corrispondente alla tua attività e, nel forfettario, il relativo coefficiente di redditività.
Scelta del regime fiscale
Valutiamo quale regime adottare tra forfettario e ordinario in base alla tua situazione.
Compilazione della pratica
Vengono indicati correttamente dati anagrafici, domicilio fiscale e data di inizio attività.
Invio e apertura della Partita IVA
La pratica viene trasmessa all’Agenzia delle Entrate per ottenere l’attribuzione della Partita IVA.
Nei seguenti paragrafi analizziamo come aprire una partita IVA per liberi professionisti e quale regime scegliere.
Come aprire una partita IVA per freelance: i passaggi pratici
Per aprire la partita IVA da persona fisica sono necessari alcuni passaggi fondamentali. La procedura in sé non è particolarmente complessa, ma le scelte fatte in questa fase possono incidere sulla tassazione, sui contributi e sulla futura gestione dell’attività.
Per questo Quantika Consulenze non si limita alla semplice apertura della Partita IVA: prima analizziamo il tipo di attività che vuoi svolgere, le prospettive economiche e l’inquadramento fiscale e previdenziale, per aiutarti a partire con una struttura coerente con il tuo progetto professionale.
Individuare il codice ATECO
Il primo passaggio consiste nell’individuare il codice ATECO corrispondente alla propria attività. Nel regime forfettario il codice scelto determina anche il coefficiente di redditività applicabile.
Valutiamo l’attività che intendi svolgere per individuare un inquadramento coerente con i servizi realmente offerti, evitando di scegliere un codice ATECO poco aderente alla tua professione.
Scegliere il regime fiscale
Il secondo passaggio consiste nello scegliere il regime fiscale, forfettario oppure ordinario, da indicare nell’apposita sezione del modello.
Non scegliamo il regime solo in base alla sua apparente convenienza. Valutiamo potenziali guadagni, costi da sostenere, caratteristiche dell’attività e prospettive future, per capire quale soluzione risulta più adeguata al tuo caso.
Compilare correttamente la pratica
Il modello deve riportare correttamente i propri dati anagrafici, il domicilio fiscale e la data di inizio attività.
Ti affianchiamo nella predisposizione della pratica verificando che le informazioni inserite siano coerenti con l’attività professionale e l’inquadramento scelto.
Inviare la pratica e aprire la Partita IVA
Il modello può essere inviato online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE, presentato presso un ufficio oppure trasmesso tramite un commercialista.
Quantika Consulenze può seguirti anche nella fase operativa di apertura, permettendoti di concentrarti sulla tua attività mentre vengono gestiti gli adempimenti necessari.
La Partita IVA viene attribuita immediatamente dopo l’invio. Il libero professionista non deve iscriversi al Registro delle Imprese, a differenza di artigiani e commercianti.
L’obiettivo del nostro supporto è arrivare all’apertura avendo già valutato gli elementi che possono incidere sulla gestione futura: codice ATECO, regime fiscale, contributi e adempimenti.
Quando non serve la partita IVA per un libero professionista?
Se svolgi prestazioni di lavoro occasionali, allora non necessariamente devi aprire la partita IVA. Generalmente queste forme di lavoro riguardano quei rapporti lavorativi che possono essere saltuari. Tuttavia, chi fornisce il servizio deve comunque rispettare regole precise e non superare determinati compensi.
Per comprendere meglio questo concetto, è opportuno sapere che un libero professionista è un lavoratore autonomo dotato di partita IVA che esercita una determinata professione, che potrebbe essere svolta anche come forma di lavoro dipendente.
Di solito sono lavori di natura intellettuale, che nella maggior parte dei casi prevedono anche l’iscrizione a un albo professionale. Tra questi rientrano giornalisti, avvocati, medici ecc.
Se hai dubbi sull’obbligo di apertura o sul corretto inquadramento della tua attività, puoi rivolgerti a Quantika Consulenze per ricevere un supporto professionale e accurato.
Hai un’opportunità da valutare? Parliamone insieme.
Valutiamo il caso e ti indichiamo il percorso più adatto.
Richiedi un confrontoQuanto costa una partita IVA per libero professionista?
Dal punto di vista puramente burocratico, l’apertura di una partita IVA per i liberi professionisti non richiede imposte di bollo o diritti erariali. Questo non significa però che l’avvio sia privo di costi o di insidie.
Libero professionista
Chi sceglie di procedere da solo risparmia la parcella iniziale del professionista, ma si fa carico in prima persona della responsabilità di scelte strategiche complesse.
Ditte individuali e attività commerciali
Restano obbligatori i costi amministrativi per l’iscrizione in Camera di Commercio: diritti di segreteria, imposta di bollo e diritto annuale, compresi complessivamente tra 80 € e 150 € circa.
Il vero rischio dell’apertura “fai da te” non risiede nella procedura materiale, ma nelle decisioni prese prima dell’invio.
Agire senza un confronto professionale espone al pericolo di errori non immediatamente visibili ma estremamente onerosi, che spesso emergono solo a distanza di mesi con l’arrivo dei contributi o della prima dichiarazione dei redditi.
Sbagliare l’inquadramento tra professione e impresa, selezionare un codice ATECO non aderente, iscriversi alla gestione previdenziale errata o sottovalutare i requisiti del regime forfettario e l’impatto dei contributi fissi sono solo alcune delle sviste che possono compromettere la sostenibilità del business.
Per questo, prima di richiedere il numero di partita IVA, è indispensabile effettuare una stima preventiva di contributi, gestione fiscale e adempimenti futuri. Quantika Consulenze garantisce una valutazione personalizzata per avviare l’attività in totale sicurezza e senza brutte sorprese.
Quanto costa ad un libero professionista mantenere aperta la partita IVA?
I costi annuali per mantenere aperta una partita IVA possono essere divisi in due macrogruppi:
Contabilità
Dove è compresa anche la dichiarazione dei redditi.
Contributi previdenziali
I versamenti previdenziali variano in base alla categoria professionale e all’inquadramento applicabile.
Per un freelance è più indicato il regime forfettario o regime ordinario?
Se decidi di aprire una partita IVA, puoi scegliere tra due regimi: forfettario oppure ordinario. Questa scelta è estremamente delicata, quindi è fondamentale non commettere errori di valutazione.
Quantika Consulenze, dopo aver analizzato la tua situazione con analisi molto approfondite, che tengono conto dei tuoi storici, dei tuoi potenziali guadagni e delle spese da sostenere, saprà suggerirti qual è il regime più adeguato per la tua tipologia di attività.
Il regime forfettario è noto per le sue agevolazioni ed è solitamente la forma migliore per i liberi professionisti che hanno avviato da poco un’attività. Se però scegli il regime forfettario, non puoi superare una soglia di reddito annua superiore a €85.000. Se superi questa soglia, devi necessariamente passare al regime ordinario.
Partita IVA con regime forfettario
Il regime forfettario ha preso il posto del regime dei minimi nel 2016, anno in cui quest’ultimo è stato abolito per le nuove aperture di partita IVA con la Legge di Stabilità.
Il forfettario non prevede limiti di età né di durata. La soglia del reddito annuo non deve superare i €85.000.
Uno svantaggio riguarda l’impossibilità di dedurre le spese effettivamente sostenute. Il reddito imponibile viene infatti determinato applicando al fatturato un coefficiente di redditività che varia in base al tipo di attività svolta.
Partita IVA con regime ordinario
Il regime ordinario viene adottato da chi ha entrate superiori ai €85.000 annui.
È indicato per quei professionisti con attività che richiedono molte spese, come pc, telefono, software, automobili ecc., in quanto possono essere scaricate.
Ecco perché è importante farsi seguire da specialisti per non commettere errori di valutazione che possono avere conseguenze sulla gestione futura dell’attività.
Partita IVA per liberi professionisti: il sistema contributivo
I freelance con partita IVA devono versare i contributi INPS, che variano in base alla categoria professionale di riferimento.
Per la Gestione Separata INPS, riservata ai liberi professionisti privi di una cassa previdenziale di categoria, l’aliquota per il 2026 è pari al 26,07%, sia per chi opera in regime ordinario sia per chi è in regime forfettario.
Regime ordinario
I contributi vengono calcolati sul reddito netto.
Regime forfettario
I contributi vengono calcolati sul reddito determinato tramite il coefficiente di redditività.
I versamenti avvengono tramite F24 con un meccanismo di saldo e acconti, e non è previsto alcun minimale contributivo.
Cosa succede se apri la partita IVA come freelance e non fatturi nulla
Avere una partita IVA aperta ma inattiva è più comune di quanto si pensi, ma comporta comunque alcuni adempimenti. In caso di fatturato zero:
Le imposte sul reddito non sono dovute, perché si calcolano sul reddito effettivamente prodotto.
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, non essendoci un minimale contributivo, a reddito zero non si versano contributi.
La dichiarazione dei redditi va comunque presentata, anche a fatturato zero.
Chi ha una cassa previdenziale di categoria potrebbe invece dover versare un contributo minimo fisso, indipendentemente dal fatturato, secondo le regole della propria cassa.
Tenere la partita IVA aperta senza utilizzarla per lungo tempo, quindi, non è mai del tutto gratuito.
Prima di procedere è utile valutare se sospenderla o chiuderla e, anche in questo caso, puoi richiedere l’affiancamento del team dedicato di Quantika Consulenze.
Freelance e liberi professionisti hanno l’obbligo di fatturazione elettronica?
Con la Legge di Bilancio del 2018 è stata introdotta l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica, con il fine di contrastare l’evasione fiscale rendendo tracciabili le operazioni di compravendita.
La norma è entrata in vigore dal 1° gennaio 2019, diventando obbligatoria per i soggetti IVA, imprese e liberi professionisti, con l’eccezione, all’epoca, dei contribuenti in regime dei minimi o forfettario.
La fattura elettronica può essere definita come un documento in formato XML, predisposto tramite un software gestionale utilizzabile da pc, tablet o smartphone, e successivamente trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.
FAQ sulla Partita IVA per liberi professionisti e freelance
Quante tasse paga un libero professionista con partita IVA?
Dipende dal regime scelto. Nel forfettario si versa un’imposta sostitutiva unica, del 5% o 15%, mentre nel regime ordinario si pagano IRPEF, addizionali regionali e comunali, IVA ed eventualmente IRAP.
Cosa succede se non emetto fatture per un periodo?
Se non si fattura, non ci sono imposte da versare, poiché queste si calcolano sul reddito. Restano però obblighi come la dichiarazione dei redditi e, per chi ha una cassa previdenziale di categoria, eventuali contributi minimi fissi.
Un libero professionista deve avere per forza la partita IVA?
Sì, se l’attività è svolta in modo abituale e non occasionale. Solo le prestazioni saltuarie, entro certi limiti di compenso, possono essere svolte senza aprirla.
Quanto tempo ci vuole per aprire la partita IVA?
Se la procedura viene effettuata online, la partita IVA viene attribuita immediatamente dopo l’invio del modello AA9/12.
È possibile cambiare regime fiscale dopo l’apertura?
Sì, è possibile passare dal regime forfettario a quello ordinario, o viceversa se si rientra nei requisiti, presentando un’apposita comunicazione, generalmente all’inizio del nuovo anno fiscale.